13/02/2019

Diabete in aumento fra i giovani italiani: più di un terzo è in età lavorativa

All’Istituto Superiore di Sanità, il convegno “La malattia diabetica e le sue complicanze”: un’occasione per rimarcare l’importanza della multidisciplinarietà nell’approccio sul diabete e la necessità di sinergia tra pubblico e privato.

Sono in aumento i numeri del diabete, che non si presenta più come patologia tipica dell’età avanzata, ma colpisce anche persone sempre più giovani: è quanto emerge dai dati presentati al convegno “La malattia diabetica e le sue complicanze”, tenutosi presso l’Istituto Superiore di Sanità e organizzato con il patrocinio dell’ACISMOM (Associazione dei Cavalieri Italiani del Sovrano Militare Ordine di Malta) e dell’ISS, e conil contributo non condizionato di Mundipharma.

I dati parlano chiaro: negli ultimi 10 anni in Italia la prevalenza del 4% è passata al 6%, con un 65% di pazienti diabetici over 65, e ben il 35% di soggetti in piena età lavorativa (20-64 anni). Il 2% ha un’età inferiore ai 20 anni, e sul totale prevalgono i pazienti maschi. I dati sono stati formulati dall’ISTAT e dallo studio ARNO, realizzato dalla Società Italiana di Diabetologia e da Cineca.

Ma non basta: per quanto i livelli percentuali di persone con diabete siano già elevati, sono comunque sottostimati, considerando che non contano tutti coloro che non sanno di essere affetti da questa patologia o che, in ogni caso, trascurano le terapie. I casi sommersi sono pari al 2% secondo il Prof. Andrea Giaccari, Diabetologo e Professore Associato di Endocrinologia all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, nonché Responsabile del Centro per le Malattie Endocrine e Metaboliche della Fondazione Policlinico Agostino Gemelli IRCCS.

Il diabete, infatti, è una malattia spesso subdola, come spiega il Prof. Giaccari: “Molte diagnosi vengono fatte per patologie apparentemente non correlate alla malattia diabetica, come coloro che presentano problemi inerenti alle patologie cardiache: il 25-30% delle persone che hanno un infarto scoprono di avere il diabete. Oltre alle cure, bisogna dunque individuare coloro che ne sono affetti ma non ne sono consapevoli”.
Si tratta, dunque, di una malattia che, se trascurata, può mettere seriamente a repentaglio la qualità di vita del paziente. Per questo è importante un approccio multidisciplinare, le cui sfaccettature convergano sul paziente in quanto individuo diverso dagli altri, con la sua genetica, il suo stile di vita, le sue reazioni alle cure. È questo l’obiettivo della cosiddetta medicina di precisione, come afferma la Dottoressa Anna Paola Santaroni, Direttore Generale ACISMO: “L’approccio al diabete richiede una medicina centrata sulla persona, per la quale devono essere presi in carico, con un approccio multidimensionale, tutti i suoi bisogni di salute. Questo può avvenire se alla persona, e ai suoi familiari, viene offerto un percorso che sia costruito con completezza di professioni e discipline, in grado di affrontare tutti gli aspetti clinici e le ripercussioni sociosanitarie della malattia. È altresì indispensabile che l’integrazione con il medico di famiglia sia solida e ben strutturata, anche dal punto di vista digitale, per un pieno coinvolgimento del paziente”.

L’approccio al diabete, oltre ai farmaci, abbraccia anche lo stile di vita del paziente stesso. Non a caso il Prof. Giaccari parla di quattro pilastri per prevenire la malattia e per tenerla sotto controllo: “Anzitutto l’alimentazione, non intesa come dieta, ma come alimentazione sana, per raggiungere un peso forma e mantenerlo nel tempo. Il secondo pilastro è l’attività fisica, sempre più scarsa nella nostra società, intesa anche negli spostamenti quotidiani. Il terzo pilastro è l’educazione: sapere cosa sta succedendo, quali sono gli effetti delle conseguenze della malattia diabetica è fondamentale per tenere sotto controllo il proprio diabete e i relativi fattori di rischio. La terapia farmacologica è solo il quarto pilastro che regge il ‘tempio’ della terapia del diabete”.

Mundipharma Pharmaceuticals ritiene fondamentale promuovere questi appuntamenti di alto livello scientifico nella propria strategia di conoscenza e nel rispetto della centralità del paziente. “La nostra realtà vanta un forte patrimonio in tutta Europa nella medicina generale e specialistica. Attraverso il nostro lavoro nel diabete rafforziamo ulteriormente il nostro impegno nel rendere disponibili medicinali innovativi che aggiungano valore reale ai pazienti e ai sistemi sanitari“, commenta Christian Mazzi, Direttore Generale Mundipharma Pharmaceuicals.